E’ un’Italia piccola cosi
Inserito in 10 Marzo 2008
Nella categoria Attualità, Politica
Non so se Obama sia un buon politico, di certo però la sua comunicazione è un fenomeno dirompente, bello, divertente. I vip si muovono per lui ed il web si muove per i vip in un caso di comunicazione post-tecnocratica. La Clinton ha un suo perchè e Ma-Cain completa il quadro con la sua baldanzosa e laccata americanità. L’America si diverte, i candidati si divertono. La domanda del sabato sera rodigino è stata: cosa voto? Una discussione tutt’altro che animata fondata sullo scoramento di chi ha votato a sinistra e la vede male e di chi ha votato a destra e non è poi cosi attratto da un programma troppo populista per essere vero. C’è chi dice che Berlusconi e Veltroni siano già d’accordo per un governo di coalizione, io non so se sia bene o male ma due fantini sono troppi per un cavallo stanco come quello italiano. Se strappare il programma altrui è una pagliacciata, credo lo sia anche candidare la telefonista e l’operaio, colpi di teatro di una bassezza incredibile, conditi dal ctrl+v dello slogan di Obama. Perchè uno dei due candidati non ha detto: il mio governo avrà tutti ministri sotto i 50 anni! oppure 50% donne!. La realtà è che la politica italiana prova ad innovare la propria comunicazione ma mescola le carte e non parla più ad un popolo ma a pochi fedeli Orwelliani che ancora non si sono ribellati a quella che non è più una classe dirigente amica. La politica è completamente slegata dal paese, se la corda dovesse spezzarsi però non credo che gli effetti sarebbero piacevoli, una moltiplicazione del fenomeno Grillo e l’auto-organizzazione popolare porterebbero all’ingovernabilità e solo di rimando alla caduta dei privilegi per i nostri politici, anche se a loro interessa il secondo concetto, è il caso che per il bene del primo qualcuno cambi marcia.
Commenti
Leave a Reply