Web 3.0: parola d’ordine mash-up
Inserito in 16 Marzo 2008
Nella categoria Web
Quando parlano i guru possono succedere due cose, la prima è la possibilità che questi dicano una castronata gigante a causa di derive ventennali che si trascinano dal fatto che li ha resi guru, la seconda è l’immutata bontà delle loro idee con conseguente conferma dello status guadagnato. Tim berners Lee, inventore del world wide web, ha parlato. E’ stato cauto e intelligente, quindi ha sostanzialmente giocato a rischiare poco, ma ha parlato bene. Il tema è sempre lo stesso: google e futuro. Secondo Berners-Lee (di qui in poi BL) il futuro non si chiamerà per forza google, anche se di certo “Big G” parte in vantaggio.
Il futuro dovrebbe orbitare attorno a due grandi concetti: la semantica e il mash-up. Si tratta di due termini che gli studiosi (ma anche gli studenti) di web sentono ad anni alterni, grandi promesse spesso non mantenute. In poche parole si tratta di superare i link come sistema di connessione e fare un gran casotto con tutti i servizi esistenti al fine di arrivare ad una TOE (teoria del tutto) per il web. I link e l’ingegnoso sistema del page-rank ideato dai googlers sono tutto sommato delle semplificazioni che si basano su idee forti come “il link è un voto di preferenza” (..e se io invece linko un sito per dire che fa schifo?), migliorare questo sistema coinvolgendo applicazioni sociali e polisensoriali rappresenterebbe di certo un passo avanti per il web tutto. Proprio questa dimensione del coinvolgimento legittima il mash-up mentre la semantica si basa sulla comprensione automatica di concetti meno forti dei link, basati sostanzialmente sulla personalizzazione e profilazione comportamentale utilizzando dati storici della navigazione sul web (nostra e dei nostri simili).
Non sappiamo se il tempo è stato galantuomo e siamo ora pronti per queste applicazioni, e non sappiamo nemmeno se a dominarle sarà google e se fra 5 anni parleremo ancora di blog e social network, sappiamo però che la direzione è questa: integrazione delle piattaforme e convergenza tanto di device quanto di servizi. Una nuova sfida?
Commenti
One Response to “Web 3.0: parola d’ordine mash-up”
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[…] di recente e altrove il tema del “web 3.0″ (parola che odio) ed in particolare del futuro legato alla semantica e al concetto di mash-up. In un bell’articolo, Cnet offre una panoramica di quelle che potrebbero essere le […]