Trovare un lavoro, crearsi un lavoro

Il tema del placement, job o chiamatelo come volete è uno di quegli argomenti che autorizzano le persone alla “disperazione precoce da luogo comune”. Siamo tutti consapevoli che la vita è difficile, il mondo va male, la politica fa schifo e il grande fratello non lo guarda nessuno (che suona un pò come “figliolo hai peccato?” “No padre, ma dico tante bugie”). Ne parlavo oggi a pranzo con una persona che di lavoro segue anche le risorse umane, se il lavoro non c’è, è il caso di inventarselo. Sicuramente ci sono delle condizioni preliminari di privilegio da elencare

- avere un titolo di studio spendibile

- essere intreprendenti

- non avere l’acqua alla gola

- avere fiducia in sé stessi

Manifestando vera solidarietà a chi non può partire da queste condizioni di privilegio mi piacerebbe ragionare sugli altri, quelli che si lamentano ma potrebbero fare, quelli che hanno paura.  Decidere di crearsi un lavoro è una scelta complicata e per nulla scontata ma assolutamente meno complessa a farsi oggi rispetto a 30 anni fa.Viviamo l’economia dei servizi, frenetico passaggio epocale in cui c’è moltissimo da fare (soprattutto nel campo della tecnologia e dell’informatica) e ci sono pochissime persone che lo sanno fare, e molti che si vendono bene ma sono “dei cani”. L’assenza di proporzionalità diretta tra titolo di studio e bontà del futuro lavoro è un ulteriore rampa di lancio per chi decide di provare ad invertire la rotta lasciando gli altri a lamentarsi davanti all’ennesimo aperitivo offerto da papà. Quanto costa imparare, ad esempio, a fare video aziendali per youtube? Niente, basta un pò di creatività e una telecamera low cost (è uno dei vantaggi della rete..non servono più apparecchi stratosfericamente complessi). Quanto costa aprire un blog dove iniziare a mostrare i propri lavori? Quanto costa sbattersi ed andare dalle aziende che lavorano col web a presentare le proprie idee? Diciamo 1.000 euro in tutto? Esageriamo e diciamo 2.000?

Se non c’è lavoro è forse il caso di ripensarsi per evitare che qualcuno ripensi la nostra professionalità blindandola con l’ennesimo co.co.pro.. se però al posto di rischiare (non è detto che vada bene) vogliamo morire a 700 euro al mese allora il lavoro non manca..



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