A rovigo non si passa

Inserito il 12 Maggio 2008 
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E’ veramente un mondaccio

Inserito il 9 Maggio 2008 
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In questa frasetta scopiazzata dallo skypemessaggio di qualcuno c’è l’essenza della situazione di oggi, almeno per i giovani. Il problema a mio avviso sta tutto nella parola possibilità, se hai le possibilità puoi provare, diversamente sei fuori. Mi riferisco in particolare ai neolaureati, categoria che ormai occupo da 10 mesi e che forse tra poco non mi apparterrà più ma alla fine un neolaureato..è per sempre :-)

Ho la fortuna di vivere in una famiglia che ha un’azienda, questo non significa che io viva nell’oro ma è giusto ammettere che probabilmente se per un mese non prendo lo stipendio un piatto di pasta lo trovo comunque, questa fortuna che io stigmatizzo in battuta è un problema per molti che hanno una famiglia con due genitori che lavorano come dipendenti, spesso la voglia di imprenditorialità del figlio è vista come segno bizzarro e il posto fisso è un miraggio per molti, continuo a ripetere che fare impresa è una cosa bellissima e non per forza esosa, i miei costi di start up? un sito..

Brividi al Battaglini: Ciao Doro Quaglio

Inserito il 4 Aprile 2008 
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Forse è banale campanilismo ma di certo non accade di frequente di andare a messa allo stadio, oggi è successo anche se era un funerale. Rovigo ha salutato Doro Quaglio, almeno 2.000 persone sugli spalti (misurate ad occhio) ed un picchetto davvero commovente per dare l’ultimo abbraccio a chi del rugby è stato la storia, e probabilmente anche il presente visto che il rugby è rugby anche grazie alle “casette” sotto gli stadi a sottolineare che questo è ancora lo sport della birra e dei panini col salame, nonostante tutto. Credo che davvero queste cose possano succedere solo in pochi posti, di certo questa è una cosa che non dimenticherò.

Si scrive fastweb, si legge fuffa (e telecom non è da meno)

Inserito il 28 Marzo 2008 
Nella categoria Sono incazzato | 10 Commenti

Giorgio (io): “Buongiorno, vorrei passare da fastweb a telecom”

Operatore: “certo, i vantaggi sono innumerevoli…bla..bla..bla..”

Giorgio: “ho solo un problema, lavoro con internet, non posso stare senza… io sono disposto a pagare un mese di più del mio vecchio operatore ma non posso avere interruzioni”

Operatore: “non si preoccupi, massimo 24 ore, l’attivazione è contestuale..”

Giorgio: “sicuro?”

Operatore: “certo”

mercoledi ore 8.20 appuntamento con il tecnico –> il tecnico non si presenta

Giorgio: “salve, non è venuto nessuno…”

Operatore: “molto strano, le do il numero della ditta cui appaltiamo (appaltano???) le installazioni”

Giorgio: “salve signor appaltante, perchè non siete venuti?”

Appltante: “c’è stato un errore, ci vediamo emrcoledi prossimo”

Giorgio: “sob..ok”

mercoledi successivo –> arriva il tecnico, porta il modem

Tecnico: “tra due ore si autoconfigurerà tutto, è semplicissimo”

passano 10 ore..

passano 24 ore..

Giorgio: “salve applatante, perchè non ho la linea?”

Appaltante: “deve chiamare fastweb 192193″

Giorgio: “sob..ok”

Giorgio: “salve fastweb, perchè non ho la linea?”

Operatore: “salve, è colpa del tecnico”

Giorgio: “strano…lo richiamo”

Giorgio: “tecnico, fastweb dice che è colpa sua”

Tecnico: “mi sono informato, il problema è in centrale, quindi di telecom, quindi di fastweb”

viene venerdi–> giorgio si arrabbia

Giorgio:  “salve, io lavoro col web, mi serve la linea!”

Operatore: “e’ telecom che ha in mano il gioco, finchè non staccano non possiamo fare nulla”

Giorgio: “e perchè mi avete staccato telecom prima di attaccare fastweb”

Operatore: “ha sbagliato il tecnico”

Giorgio: “il tecnico dice che è un problema in centrale”

Operatore: “credo onestamente che avrà la linea venerdi prossimo”

Io spero davvero che questa esperienza serva a qualcuno, la lezione che ne traggo è la seguente: se avete una linea che funziona tenetela cosi! E soprattutto non affidatevi a fastweb la cui poca serietà è ad oggi provata

Libri Vs Blog: il valore della “pensata”

Inserito il 25 Marzo 2008 
Nella categoria Imparare | Lascia un commento

Lavoro e vivo coi blog, ma sono anche un accanito lettore. Stasera stavo riflettendo sui vantaggi di un buon libro, ipotizzando anche un confronto mentale con i blog. Credo che il punto più forte che fa la differenza sia il valore della pensata. Quello che un post di un blog condensa in poche righe (la tesi di questo post ad esempio è quella che i libri hanno un duplice valore), in un libro è enfatizzato in più dimensioni, da un lato tutte le micro-pensate contenute nei singoli paragrafi e capitoli, dall’altro il filo che unisce tutto e la conclusione che l’autore trae. Se analizziamo i contributi di economia&management questa differenza è molto evidente, questo mi fa pensare.. credo che i blog e il web-writing non vada visto come il futuro dei libri, si tratta di uno strumento diverso che prevede esperienze di fruizione e utilizzi molto differenti, anche dal lato “server” del cosa comunicare, questo spunto ad esempio merita un post, una riflessione strutturata sull’editoria digitale magari merita un libro. Solo sottigliezze lessicali? Io non credo.

Una Pasqua complessa

Inserito il 25 Marzo 2008 
Nella categoria Cazzeggi | Lascia un commento

Si è mangiato troppo, come al solito. Il problema è lo strascico di peso che per una settimana pervade chi prova a vivere di sport. Venerdi e sabato pesanti a causa di una 3 giorni albarelliana con poco tennis e molti panini, la sera compleanno della morosa, e via di cena..

La Domenica si apre con il solito pranzo tortellino + costata (è andata quasi bene..) ma con l’insolito vino, troppo prosecco e si chiude baracca. Alle 16 sconfitta per la rugby rovigo e troppo freddo uccidono le ultime difese immunitarie rimaste, actimel soccombe. Il lunedi, per chiudere, pranzo leggero con l’amico di ritorno da Londra (la pizza con più olio mai mangiata in vita mia) e la sera replica del compleanno della morosa con compagnia2, piadine e dolce mandano “in vacca” tutto, infatti la notte non è stata semplice e la bilancia non è stata clemente, la dieta a zona comincia oggi, vi terrò aggiornati.

Vale la pena di lavorare?

Inserito il 19 Marzo 2008 
Nella categoria Economia | Lascia un commento

Ce lo chiediamo in molti, e sempre più spesso. Ho la fortuna di confrontarmi quotidianamente con piccoli imprenditori e, sembra, le cose si fanno sempre più complesse. Dobbiamo di certo scontare una dose di commiserazione settoriale (se giri col SUV cosi male poi non ti va), ma a preoccupare sono i trend, e soprattutto l’aria che tira. Gli imprenditori, che piaccia o meno muovono il paese, sono demoralizzati. Problemi congiunturali (Usa, Europa) piegano l’economia, l’Italia aggiunge sale sulla ferita con:

- instabilità politica

- tassazione folle

Quando si dice che in Irlanda la tassazione è circa al 15% e in Inghilterra al 30% suona ovvio domandarsi che senso ha lavorare in Italia e per l’Italia, soprattutto se dirigi un’azienda o lavori come professionista. E’ in questo senso che vanno anche viste le esportazioni di capitale, nessuna fuga dall’Italia, semplice calcolo di convenienza. Mi hanno sempre insegnato che per avere bisogna dare, sembra che l’Italia stia tirando la corda con gli italiani, in tutti i settori, dalla sanità all’istruzione, dalla politica alla giustizia. Alla luce di questo chiedo: sono tutti furbetti del quartierino quelli che scappano o siamo polli noi a rimanere?

Borsa giù, io vendo

Inserito il 18 Marzo 2008 
Nella categoria Economia | Lascia un commento

I soldi facili piacciono a tutti, una laurea in economia ti legittima a pensare che una buona azienda in salute sia necessariamente un buon investimento per il tuo capitale. Un anno fa ho messo quasi per scherzo pochissime migliaia di euro (meno della metà delle dita di una mano) in azioni, investendo su titoli che consideravo forti (Fiat, Poltrona Frau) e investendo soprattutto in un mercato ad alta volatilità (Esprinet, Tiscali etc..). Oggi le dita di una mano che ritrovo in banca sono molte di meno, un solo dito per la precisione. Una perdita del 50% in pochi mesi non è un dramma se hai investito pochi soldi, anche se ti rompe molto pensare che con quei soldi fumati potevi andare in vacanza, però se andava bene avresti fatto due settimane :-)

Io vendo, vendo perchè gli analisti sono incerti (e se sono incerti loro..), perchè il mercato USA deve ancora metabolizzare il costo delle case (in attesa di un altro -15%) ma vendo soprattutto per ribellarmi al circolo vizioso “se stai perdendo non vendere”.. la cosa che lascia l’amaro in bocca è però il fatto che quei 1.000 euro che io ho perso qualcuno se li sta bevendo in Coca&Havana, e soprattutto l’amaro aumenta quando penso che le performance dei mercati emergenti sono elevatissime.. le borse vanno male e le aziende italiane vanno male, bel casino..

Feed rss su outlook..me gusta!

Inserito il 16 Marzo 2008 
Nella categoria Cazzeggi | Lascia un commento

Ho deciso, per scelta, di downgradare windows vista tornando al più stabile xp. Per lavoro invece mi torna molto utile il feed rss e, visto che non mi sono mai sottratto alla guerra degli standard, il desiderio odierno era quello di leggere i feed rss su outlook (non 2007 visto che l’ultimo partorito integra un reader), è con immensa soddisfazione che consiglio questo programmino che si installa in due secondi ed è subito pronto, non è invasivo e si integra al meglio (da solo) con il programma di mamma microsoft. Per molti gli rss sono sempre stati un problema a causa del reader, ora se usate outlook anche questo è superato.. :-)

Web 3.0: parola d’ordine mash-up

Inserito il 16 Marzo 2008 
Nella categoria Web | 1 Commento

Quando parlano i guru possono succedere due cose, la prima è la possibilità che questi dicano una castronata gigante a causa di derive ventennali che si trascinano dal fatto che li ha resi guru, la seconda è l’immutata bontà delle loro idee con conseguente conferma dello status guadagnato. Tim berners Lee, inventore del world wide web, ha parlato. E’ stato cauto e intelligente, quindi ha sostanzialmente giocato a rischiare poco, ma ha parlato bene. Il tema è sempre lo stesso: google e futuro. Secondo Berners-Lee (di qui in poi BL) il futuro non si chiamerà per forza google, anche se di certo “Big G” parte in vantaggio.

Il futuro dovrebbe orbitare attorno a due grandi concetti: la semantica e il mash-up. Si tratta di due termini che gli studiosi (ma anche gli studenti) di web sentono ad anni alterni, grandi promesse spesso non mantenute. In poche parole si tratta di superare i link come sistema di connessione e fare un gran casotto con tutti i servizi esistenti al fine di arrivare ad una TOE (teoria del tutto) per il web. I link e l’ingegnoso sistema del page-rank ideato dai googlers sono tutto sommato delle semplificazioni che si basano su idee forti come “il link è un voto di preferenza” (..e se io invece linko un sito per dire che fa schifo?), migliorare questo sistema coinvolgendo applicazioni sociali e polisensoriali rappresenterebbe di certo un passo avanti per il web tutto. Proprio questa dimensione del coinvolgimento legittima il mash-up mentre la semantica si basa sulla comprensione automatica di concetti meno forti dei link, basati sostanzialmente sulla personalizzazione e profilazione comportamentale utilizzando dati storici della navigazione sul web (nostra e dei nostri simili).

Non sappiamo se il tempo è stato galantuomo e siamo ora pronti per queste applicazioni, e non sappiamo nemmeno se a dominarle sarà google e se fra 5 anni parleremo ancora di blog e social network, sappiamo però che la direzione è questa: integrazione delle piattaforme e convergenza tanto di device quanto di servizi. Una nuova sfida?

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