Non si diventa regina per caso
Inserito il 13 Marzo 2008
Nella categoria Cazzeggi, Imparare | Lascia un commento
Nei miei studi di marketing ho sfiorato anche il database marketing, scienza affascinante ma troppo matematica, una delle pagine che però mi è rimasta impressa era legata al database marketing..delle formiche. Dopo un breve recupero informativo su google ho scoperto che siamo di fronte ad un ramo scientifico vero e proprio che studia le ant colonies. Leggo qui:
Negli ultimi anni si è diffuso un innovativo modo di inventare tecniche per risolvere problemi di
progettazione ed ottimizzazione: lo studio dell’ingegneria della natura, cioè lo studio di come dati
certi vincoli ambientali, l’evoluzione abbia creato la forma di vita ottima per quei vincoli. La
comprensione di questi meccanismi ha permesso, per analogia, lo sviluppo di nuovi algoritmi e il
loro adattamento a problemi completamente diversi da quelli in cui sono originariamente stati
osservati. Gli algoritmi naturali hanno un forte fascino per l’ingegnere, perché mentre la natura ci
mette milioni di anni per far evolvere una forma di vita ottima, un buon calcolatore multi-processore
può far durare questa evoluzione pochi giorni.
Uno dei più affascinati fenomeni di organizzazione osservabili in natura è una colonia di formiche:
sono dappertutto, se c’e’ un panino incustodito lo trovano in poco tempo, in ancora meno tempo lo
hanno ricoperto e a fine picnic non ce n’è più traccia. Per quanto piccole siano, le formiche trovano
sempre la via più breve e più agevole per ritornare a casa (anche senza un corso di ricerca
operativa sanno bene cos’è la soluzione di costo minimo). L’algoritmo che formalizza il
comportamento delle formiche prende il nome di Ant Colony Optimization (ACO) ed è stato
introdotto nel 1992 da Marco Dorigo del Politecnico di Milano. L’argomento presenta un numero
impressionate di technical paper, che oltre a descriverlo ed espanderlo, ne formalizzano le più
comuni applicazioni pratiche.
Ma soprattutto leggo su televideo che anche le formiche sono egoiste, uno studio ha dimostrato che la probabilità di divenire regina è influenzata dal dna che i “formichi” trasferiscono ai nuovi nati, la scoperta è interessante perchè i modelli organizzativi hanno sempre pensato al processo di selezione della formica regina come casuale, in realtà ora è tutto da capire come il dna possa influenzare il processo.. cool!
Trovare un lavoro, crearsi un lavoro
Inserito il 12 Marzo 2008
Nella categoria Job | Lascia un commento
Il tema del placement, job o chiamatelo come volete è uno di quegli argomenti che autorizzano le persone alla “disperazione precoce da luogo comune”. Siamo tutti consapevoli che la vita è difficile, il mondo va male, la politica fa schifo e il grande fratello non lo guarda nessuno (che suona un pò come “figliolo hai peccato?” “No padre, ma dico tante bugie”). Ne parlavo oggi a pranzo con una persona che di lavoro segue anche le risorse umane, se il lavoro non c’è, è il caso di inventarselo. Sicuramente ci sono delle condizioni preliminari di privilegio da elencare
- avere un titolo di studio spendibile
- essere intreprendenti
- non avere l’acqua alla gola
- avere fiducia in sé stessi
Manifestando vera solidarietà a chi non può partire da queste condizioni di privilegio mi piacerebbe ragionare sugli altri, quelli che si lamentano ma potrebbero fare, quelli che hanno paura. Decidere di crearsi un lavoro è una scelta complicata e per nulla scontata ma assolutamente meno complessa a farsi oggi rispetto a 30 anni fa.Viviamo l’economia dei servizi, frenetico passaggio epocale in cui c’è moltissimo da fare (soprattutto nel campo della tecnologia e dell’informatica) e ci sono pochissime persone che lo sanno fare, e molti che si vendono bene ma sono “dei cani”. L’assenza di proporzionalità diretta tra titolo di studio e bontà del futuro lavoro è un ulteriore rampa di lancio per chi decide di provare ad invertire la rotta lasciando gli altri a lamentarsi davanti all’ennesimo aperitivo offerto da papà. Quanto costa imparare, ad esempio, a fare video aziendali per youtube? Niente, basta un pò di creatività e una telecamera low cost (è uno dei vantaggi della rete..non servono più apparecchi stratosfericamente complessi). Quanto costa aprire un blog dove iniziare a mostrare i propri lavori? Quanto costa sbattersi ed andare dalle aziende che lavorano col web a presentare le proprie idee? Diciamo 1.000 euro in tutto? Esageriamo e diciamo 2.000?
Se non c’è lavoro è forse il caso di ripensarsi per evitare che qualcuno ripensi la nostra professionalità blindandola con l’ennesimo co.co.pro.. se però al posto di rischiare (non è detto che vada bene) vogliamo morire a 700 euro al mese allora il lavoro non manca..
Porta a porta: quanto pesa quella bacchetta?
Inserito il 10 Marzo 2008
Nella categoria Attualità, Imparare, Politica | Lascia un commento
Ieri sera il palinsesto ha offerto una interessante contemporaneità momentanea tra il grande fratello e porta a porta. Con il media attivo sulle ginocchia (il pc) e quello passivo in sottofondo ho goduto distrattamente le performance di Storace e Diliberto mentre ho alzato gli occhi e riso di gusto quando Totti è entrato nella casa del grande fratello, si è creata una dimensione di normalità che ha forse restituito al reality una legittimazione che mancava da qualche anno, è servito un calciatore romanesco per risvegliare la serata, intenso anche il momento di vita vera con pianti e crisi di Silvia. Passando alla bacchetta di Vespa le cose non migliorano, anzi. Diliberto e Storace, Angius e Feltri permettendo, hanno dato vita ad un noioso teatrino che conferma il mio rifiuto per la politica, molto più interessanti i sondaggi del sondaggista impronunciabile. Partiamo dall’inizio: Diliberto lascia il posto all’operaio (sempre Thyssen, come bollino di qualità) e si lancia in un discorso su ideali e politica da brivido, da quanto era finto. A destra c’è il problema del fascista che non rinnega e che genera imbarazzi di sorta, come dice Gattuso “chi nasce quadrato non muore tondo”, ma non credo nemmeno che un nostalgico possa minare la democrazia, e forse in parlamento si è visto di peggio tra i moderati (la coca in hotel è molto cool). I sondaggi, dicevamo, pare che il 20% degli italiani sia decisamente indeciso sul da farsi, sono quelli che decideranno le elezioni e che probabilmente sono contesi dai 6X3 di Berlusconi e Veltroni e dalla voce di Grillo che più si avvicinano le elezioni e più diviene paragonabile all’oracolo di Delfi. Intanto io oggi parlo all’università, sono molto felice di farlo a 24 anni per dire quello che avrei voluto sentirmi dire due anni fa quando studiavo, a volte è sucesso a volte no. Dice Ligabue “gli occhi del bambino, quelli non li danno proprio indietro mai..” e forse anche gli occhi di chi può insegnare quello che avrebbe voluto imparare, in questi due o tre anni di possibile didattica pura meglio non perdere occasioni.
E’ un’Italia piccola cosi
Inserito il 10 Marzo 2008
Nella categoria Attualità, Politica | Lascia un commento
Non so se Obama sia un buon politico, di certo però la sua comunicazione è un fenomeno dirompente, bello, divertente. I vip si muovono per lui ed il web si muove per i vip in un caso di comunicazione post-tecnocratica. La Clinton ha un suo perchè e Ma-Cain completa il quadro con la sua baldanzosa e laccata americanità. L’America si diverte, i candidati si divertono. La domanda del sabato sera rodigino è stata: cosa voto? Una discussione tutt’altro che animata fondata sullo scoramento di chi ha votato a sinistra e la vede male e di chi ha votato a destra e non è poi cosi attratto da un programma troppo populista per essere vero. C’è chi dice che Berlusconi e Veltroni siano già d’accordo per un governo di coalizione, io non so se sia bene o male ma due fantini sono troppi per un cavallo stanco come quello italiano. Se strappare il programma altrui è una pagliacciata, credo lo sia anche candidare la telefonista e l’operaio, colpi di teatro di una bassezza incredibile, conditi dal ctrl+v dello slogan di Obama. Perchè uno dei due candidati non ha detto: il mio governo avrà tutti ministri sotto i 50 anni! oppure 50% donne!. La realtà è che la politica italiana prova ad innovare la propria comunicazione ma mescola le carte e non parla più ad un popolo ma a pochi fedeli Orwelliani che ancora non si sono ribellati a quella che non è più una classe dirigente amica. La politica è completamente slegata dal paese, se la corda dovesse spezzarsi però non credo che gli effetti sarebbero piacevoli, una moltiplicazione del fenomeno Grillo e l’auto-organizzazione popolare porterebbero all’ingovernabilità e solo di rimando alla caduta dei privilegi per i nostri politici, anche se a loro interessa il secondo concetto, è il caso che per il bene del primo qualcuno cambi marcia.
Festa della donna, che palle
Inserito il 9 Marzo 2008
Nella categoria Attualità | 7 Commenti
Ho molto rispetto per le donne, credo però che ieri sera sia andata in scena come ogni anno la fiera del patetico, oltre che la festa del fioraio. Sono molto categorico perchè credo che l’essere umano femminile non abbia bisogno di auto festeggiarsi commemorando con finti eventi quello che è stato. Lascerei ai politici altri problemi e alle donne altre giornate (tutte le giornate dell’anno magari) ma dare a questa festa tutto il risalto che ha mi sembra una forzatura.
Mi piacerebbe che le ragazze avessero la creatività di organizzarsi come gruppo sociale in altri momenti, le rimpatriate in stile cena di classe che ieri sera campeggiavano per i bar e le discoteche più cool mi hanno davvero demoralizzato. Oleosi personaggi da b-movie (nei due locali che ho visto io sembravano presi dalla palestra dietro l’angolo) e mimose (un fiore a mio avviso oggettivamente brutto) per una festa che a mio avviso offende la donna. Dalla festa della donna a San Valentino, il comandato mi uccide, quasi quanto i falsi romantici pronti a difendere a spada tratta la donna ed il suo ruolo sociale come pilastro della società e bla bla bla.
Meno mimose e più posti in parlamento, ad esempio.
Benvenuti
Inserito il 9 Marzo 2008
Nella categoria Varie | 1 Commento
Ho deciso di acquistare il dominio soffiato.info per un motivo molto semplice, mi attirava l’idea di avere un indirizzo e-mail del tipo nome@cognome.info
Nella vita non sono inoltre mai stato un bravo mediatore, spesso ho opinioni forti che non posso esprimere sui miei blog per motivi vari (non si parla di politica sui blog di marketing e di religione sui blog dedicati ai motori di ricerca), mi piaceva quindi l’idea di “dire la mia”, sperimentare alcune cose e tenere un blocco degli appunti in movimento.
Scriverò qualcosa di me nella pagina chi sono ma ormai google ne sa più di altri..
Giorgio